Testimonianze dell'Insurrezione

Memorie dell'operatrice sanitaria del battaglione scoutistico AK "Wigry" Barbara Gancarczyk-Piotrowska ps. "Pajak" (= Ragno)




Barbara Gancarczyk-Piotrowska,
nata il 18.03.1923 a Varsavia
operatrice sanitaria AK
pseudonimo “Pajak” (= Ragno)
secondo plotone della compagnia d’assalto
battaglione scoutistico AK “Wigry”



Infanzia

         Sono nata il 18.03.1923 a Varsavia. Due anni e mezzo dopo è nata mia sorella Elzbieta. Mio padre Czeslaw Piotrowski era un impiegato. Mia madre Cecylia, nome di familia Wojcik, si occupava della casa, della crescita e dell' educazione dei bambini.



Czeslaw Piotrowski durante la guerra polacco-bolscevica nel 1920 (seduto accanto alla ruota del cannone)


         Mio padre prima della guerra ebbe un paio di posti di lavoro, negli ultimi anni lavorò come impiegato in una Banca Agricola. La nostra fu una famiglia non tanto benestante. Non vivevamo in condizioni particolarmente agiate, allora non si aveva l’automobile. Abitavamo in una casa costruita da mio nonno Antoni Piotrowski che era stato notaio.
         Era un edificio di sei piani, destinato a cinque figli ed ai nonni. Si trovava sulla via Elsterska 8 su Saska Kepa. Ci trasferimmo là nel 1928. Purtroppo non c'era più il nonno che non ha mai vissuto in quella casa. Abitammo là fino al settembre del 1939.
         Prima della guerra Saska Kepa non era ancora stata edificata. Non c’era la via Francuska. Dalla via Elsterska fino a Wal Miedzeszynskiego c’era un enorme frutteto. Poco distante seminavano ancora il grano.
         La mia infanzia me la ricordo come molto felice e allegra. C’era una grande libertà. Vicino c’era il Parco Padarewskiego dove si andava a fare le passeggiate. Intorno alla casa c’era tanto verde, tanti bambini e tanti giovani. Nella nostra casa abitavano anche i miei cugini. Nelle case vicine c'erano tanti colleghi e colleghe.



Famiglia Piotrowskich nel 1928


         All’inizio andavo all’asilo e seguivo le lezioni di ritmica e le altre lezioni. Poi, nei primi anni studiavo a casa, nella scuola clandestina. Eravamo un gruppo di 5-6 bambini. Con me studiava il mio cugino e i gemelli “Trojlerki”. Una di loro, Lila Treutler, diventò conosciuta. Durante l’Insurrezione si era sposata e il suo matrimonio era stato filmato. Fu forse l’unico matrimonio insurrezionale registrato su pellicola.
         Fu così fino alla terza classe. La scuola clandestina si svolgeva in diverse case. Le lezioni erano tenute da una donna istruita che svolgeva il ruolo d’insegnante . In seguito mi inserirono nella scuola delle suore Nazaretanki, grazie ai contatti avuti con la nostra insegnante. Continuai l’istruzione al ginnasio. Finii gli studi nel 1938 ottenendo la maturità breve. A giugno del 1938 diedi gli esami al liceo pubblico col nome di Maria Konopnicka e con il profilo matematico-fisico.
         Sia a casa che a scuola prestavano attenzione non solo all’istruzione ma anche all’educazione. Ci allevavano nello spirito patriottico. La scuola delle suore Nazaretanki era privata. Costava cara. Andavano là le bambine delle famiglie benestanti. C’erano anche ragazze non tanto ricche e anche quelle povere che provenivano dal quartiere Czerniakowska degli operai, le quali studiavano senza pagare. Alcune bambine delle famiglie povere usufruivano gratuitamente del convitto. Non contavano la posizione familiare ed i soldi ma i valori morali e spirituali. Contava l’onestà, la laboriosità, il cameratismo. Ci instillarono quei valori. Non ci fu nessuna distinzione tra le ragazze povere e quelle ricche. Però quella non era una regola in tutte le scuole.
         Quel tipo di educazione, sia a casa che a scuola, formò il mio carattere futuro. Prima della guerra non facevo parte degli scout. Come attività sociale aiutavo ogni tanto le ragazze nello studio. Avevo buone capacità matematico-fisiche. Davo ripetizioni gratuite alle colleghe che facevano fatica a studiare.
         Di solito passavamo le ferie con mia sorella in villeggiatura, vicino a Varsavia , in una località, Emow, sulla strada verso Otwock, tra Jozefow e Wiazowna. Era un simpatico villaggio con qualche casolare. All’inizio delle vacanze la mamma si metteva d’accordo con il contadino del posto che veniva a prenderci fino a Saska Kepa con il carro trainato da un cavallo. Dopo si andava in campagna con tutte le cianfrusaglie. Mi ricordo quei viaggi con piacere.



Barbara Gancarczyk-Piotrowska

A cura di: Maciej Janaszek-Seydlitz

Traduzione: Anna Marciniak



      Barbara Gancarczyk-Piotrowska
nata il 18.03.1923 a Varsavia
operatrice sanitaria AK
pseudonimo “Pajak” (= Ragno)
secondo plotone della compagnia d’assalto
battaglione scoutistico AK “Wigry”





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