Testimonianze dell'Insurrezione

Memorie dell'operatrice sanitaria del battaglione scoutistico AK "Wigry" Barbara Gancarczyk-Piotrowska ps. "Pajak" (= Ragno)





Barbara Gancarczyk-Piotrowska,
nata il 18.03.1923 a Varsavia
operatrice sanitaria AK
pseudonimo “Pajak” (= Ragno)
secondo plotone della compagnia d’assalto
battaglione scoutistico AK “Wigry”



Cospirazione

         Ho avuto il primo contatto con la cospirazione alla fine del 1941. So che erano coinvolti anche mio padre e mia sorella. Mia sorella fu coinvolta nell'organizzazione grazie al dottore che abitava a casa nostra. Fece addestramento sanitario. Per la sicurezza a casa non si parlava di quelle cose. Non sapevamo chi e dove fosse coinvolto.
         Come ho accennato prima, nel 1941 iniziai gli studi alla Facoltà clandestina di Architettura. Le lezioni erano tenute dal prof. Stefan Bryla. Era uno degli organizzatori del Politecnico clandestino, però innanzitutto era il capo del Dipartimento dei Lavori Pubblici e della Ricostruzione nella Delegazione del Parlamento polacco in esilio a Londra. Era un incarico a livello ministeriale.
         Il prof. aveva bisogno di donne staffette. Il nostro collega della Facoltà di Architettura era Zbyszek Smidowicz, suo padre era in rapporti amichevoli con il professore. Il prof. Bryla conosceva bene Zbyszek, che già allora era uno dei cospiratori. Zbyszek raccomandò al professore me e le mie 2 colleghe: Wanda Manczarska e Stasia Witkowska. Fummo accettate. Prestammo giuramento e negli anni a cavallo tra il 1941 e 1942 iniziammo il servizio come staffette.
         In città c’erano punti dove si riceveva la corrispondenza. Erano semplici informazioni o avvisi di incontri. Non so bene cosa contenessero, perché non ho mai guardato dentro quei piccoli pezzi di carta, c'erano degli scritti su carta velina. Erano foglietti, che si potevano facilmente nascondere. Suppongo che fossero informazioni che potevano arrivare, tramite la Delegazione, anche da Londra.
         I punti dove si riceveva la corrispondenza si trovavano in posti diversi e cambiavano sovente. Erano alloggi privati ma anche negozi. Ricevevo la corrispondenza dal professore e la consegnavo per lui. Il prof. Bryla ci aveva proibito di portare qualsiasi giornale. Diceva che non potevamo assolutamente esporci a portare dei pacchi.
         Il professore abitava in via Noakowskiego 10. Là c'era un grande alloggio di più stanze. Dal corridoio si entrava nell’ufficio del professore. L’ufficio era pieno di scaffali fino al soffitto. L’alloggio era alto. Dentro agli scaffali c’erano le cartelle e diverse cartacce. Ho visto che il professore nascondeva la corrispondenza, che riceveva da me, tra le cartacce. Mi chiedevo sempre, come facesse a trovarla nel caso ne avesse bisogno. E’ venuto fuori che, quando lo arrestarono nel 1943, non trovarono da lui nulla di compromettente.
         Siamo state le donne staffetta del professore fino alla fine. Due settimane prima dell’arresto ci proibì di andare da lui. Non era la sua prima cattura. Era stato arrestato già nel 1941 o 1942. Quella volta era stato liberato pagando tanti soldi e aveva continuato a tenere le lezioni.
         Durante il servizio come donne staffetta incontravamo sovente gli altri professori del Politecnico. Andavamo dal prof. Zachwatowicz, Hempel o dal prof. Poniz sulla Saska Kepa.
         Il prof. Stefan Bryla fu fucilato il 3 dicembre del 1943 in via Pulawska nella rimessa dei tram. Là si trova la sua lapide. Uno o due giorni prima della sua morte incontrai sul tram uno dei professori. Quando scendemmo, mi disse:
         “Sa signora, il professore sarà liberato, hanno dato per lui un grosso riscatto.”
         Nonostante ciò lo misero nella lista d’attesa per la fucilazione.
         Dopo la morte del professore eseguivamo il servizio come le donne staffetta per il suo sostituto, del quale non ricordo il cognome. Il Dipartimento continuò a funzionare . Ricordo che allora andavo da qualcun' altro, che aveva il suo punto d'incontro in via Koszykowa, vicino alla Facoltà di Architettura. Però cercavamo di non ricordare i cognomi ed i luoghi degli incontri.
         Contro tutte le regole della cospirazione, (perché per motivi di sicurezza non potevamo far parte di due organizzazioni), io volevo assolutamente essere presa nella organizzazione militare, scoutistica. Riuscii a farlo. All’inizio del 1942 mi presero nel battaglione scoutistico “Wigry” che allora esisteva già.



Distintivo del battaglione scoutistico “Wigry”


         Là non avevo dei compiti particolari da eseguire. Feci l'addestramento sanitario e militare. Alcune delle mie colleghe riuscirono ad ottenere il posto per poter fare il tirocinio nell’ospedale, invece io fui istruita come primo soccorso, come operatrice sanitaria. Loro avevano esperienza infermieristica ed erano meglio qualificate. Dopo, durante l’Insurrezione ,furono assegnate agli ospedali o ai punti di medicazione, mentre noi, le operatrici sanitarie, alle truppe di combattimento.
         Facevamo gruppi di cinque ragazze. Le lezioni si svolgevano negli alloggi privati, gli indirizzi cambiavano. Non avevamo grandi conoscenze in medicina, perciò le lezioni erano tenute dal dottore o dalle ragazze che avevano studiato presso la Facoltà di Medicina. Mi ricordo Zosia Nowiak-Loszczynska, Lidka Buczek. C’erano le lezioni di teoria, poi le esercitazioni. Ci insegnarono come bendare o fare un’iniezione.
         Inizialmente le punture erano fatte in un panino. Una delle colleghe aveva un cane, su cui ci esercitavamo, che però scappò subito. Dopo facevamo le punture a noi stesse. C’era anche l' addestramento di collegamento. Ci recavamo nei pressi di Varsavia, nella parte della Foresta di Kampinos (Puszcza Kampinoska), Izabelin.
         Non ricordo il mio primo pseudonimo, forse mi chiamavano “Korzeniewska”. Quando mi hanno presa a “Wigry” i cognomi erano tutti pseudonimi.
         Lo pseudonimo “Pajak” (= Ragno), non fu scelto da me. Così mi chiamarono. “Wigry” organizzava esercizi fisici nella palestra Szelestowskiego. Era un luogo conosciuto, in via Hoza o Wspolna. Tra via Marszalkowska e Poznanska c’era una grande palestra. Lì venivano sia le ragazze che i ragazzi per la ginnastica. Venivano anche gli uomini della SS per esercizi fisici. Nella palestra c’erano i quadri svedesi, su cui facevamo gli esercizi.
         Ero sempre tanto magra, avevo le braccia e le gambe lunghe. Quando ero appesa sulla scaletta, si vede che le colleghe mi associarono ad un ragno, e così decisero di chiamarmi. Ci sono ragni con le zampe lunghe e sottili. Quel soprannome mi si appiccicò addosso e diventò il mio pseudonimo.



Barbara Gancarczyk-Piotrowska

A cura di: Maciej Janaszek-Seydlitz

Traduzione: Anna Marciniak



      Barbara Gancarczyk-Piotrowska
nata il 18.03.1923 a Varsavia
operatrice sanitaria AK
pseudonimo “Pajak” (= Ragno)
secondo plotone della compagnia d’assalto
battaglione scoutistico AK “Wigry”





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